IMMAGINI INTIME ONLINE E RICATTI DIGITALI: COSA SAPERE E COME CHIEDERE AIUTO
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La condivisione di immagini intime online può diventare un rischio quando avviene senza consenso o quando viene usata per minacciare, ricattare o controllare una persona. Comunemente si parla di “revenge porn” o “sextortion”. Con questi termini si indicano situazioni diverse, ma accomunate da un elemento centrale: l’uso di immagini o video intimi per danneggiare o umiliare una persona, oppure per ottenere denaro, altre immagini o ulteriori comportamenti da parte della persona coinvolta.
Questi fenomeni possono riguardare anche adolescenti e giovani adulti e possono avvenire attraverso social media, chat, piattaforme di messaggistica, videogiochi online o altri spazi digitali. In alcuni casi il ricatto nasce dopo l’invio volontario di un’immagine in un contesto di fiducia; in altri, il materiale può essere sottratto, registrato, manipolato o condiviso senza consenso.
Le conseguenze possono essere rilevanti sia sul piano psicologico sia sociale.
Recenti revisioni sistematiche evidenziano un’associazione tra questi fenomeni e diversi effetti negativi tra cui, ansia, sintomi depressivi, stress, isolamento, vergogna, paura del giudizio, bullismo, molestie e difficoltà nelle relazioni. Non si tratta, quindi, di semplici “ragazzate” o di conflitti online, ma di esperienze che possono avere conseguenze rilevanti sul benessere psicologico e sociale della persona coinvolta.
È importante sottolineare che la responsabilità non è della persona che subisce la minaccia o la diffusione delle immagini; la responsabilità è di chi conserva, usa, minaccia di diffondere o condivide immagini intime senza consenso della persona interessata.
Anche la legge italiana riconosce la gravità di queste condotte e prevede specifiche disposizioni a tutela delle persone coinvolte. L’articolo 612-ter del Codice penale punisce la diffusione non consensuale di immagini o video sessualmente espliciti destinati a rimanere privati, noto come reato di revenge porn. Tale reato è stato introdotto dalla Legge n. 69/2019, nota come “Codice Rosso”.
Quando sono coinvolti minorenni, il tema richiede ancora più attenzione. La Legge n. 71/2017 sul cyberbullismo considera rilevanti anche forme di pressione, molestia, ricatto, diffamazione, acquisizione illecita o diffusione online di contenuti in danno di minorenni.
La Polizia Postale specializzata nel contrasto dei reati informatici suggerisce di non affrontare la problematica da soli, non inviare altro materiale e non cedere a richieste di denaro o di ulteriori immagini. La paura e la vergogna possono far pensare che sia meglio gestire tutto in silenzio, ma il silenzio e l’isolamento possono rendere più difficile interrompere il ricatto ed affrontare la situazione.
Può essere utile conservare le prove, come messaggi, screenshot, profili, link, username o numeri di telefono, evitando di cancellare subito le conversazioni. La Polizia Postale raccomanda di non eliminare i messaggi scambiati con chi minaccia e di conservare screenshot delle conversazioni, delle minacce e del profilo utilizzato.
Parlarne con un adulto di fiducia, con la scuola, con un professionista o con le autorità competenti può aiutare a interrompere la situazione e a ricevere supporto.
Educare al consenso, alla privacy e al rispetto online è fondamentale per prevenire questi fenomeni. Nessuna immagine intima dovrebbe essere richiesta con pressione, usata come prova d’amore, condivisa con altri o trasformata in uno strumento di controllo.
Chiedere aiuto non significa essere giudicati, ma proteggersi e non affrontare da soli una situazione difficile.
Qualora fosse necessario, è possibile effettuare una segnalazione attraverso il commissariato di PS online.
Per saperne di più:
Hellevik PM, Haugen L-EA and Överlien C (2025) Outcomes of image-based sexual abuse among young people: a systematic review. Front. Psychol. 16:1599087.https://doi.org/10.3389/fpsyg.2025.1599087
Paradiso, M.N., Rollè, L. & Trombetta, T. Image-Based Sexual Abuse Associated Factors: A Systematic Review. J Fam Viol 39, 931–954 (2024). https://doi.org/10.1007/s10896-023-00557-z
Schmidt, F., Varese, F., Larkin, A., Bucci, S. (2024). The Mental Health and Social Implications of Nonconsensual Sharing of Intimate Images on Youth: A Systematic Review. Trauma, Violence, Abuse, 25(3), 2158-2172. https://doi.org/10.1177/15248380231207896
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