QUANDO È UTILE CHIEDERE AIUTO PER L'USO DELLE TECNOLOGIE DIGITALI

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Navigare in Internet, utilizzare i social network e passare del tempo con i videogiochi fanno parte della quotidianità di molte persone e rappresentano spesso strumenti di comunicazione, intrattenimento, informazione e socializzazione. Nella maggior parte dei casi il loro utilizzo non costituisce un problema e non richiede alcun intervento specifico (Fineberg et al., 2025). Esistono tuttavia situazioni nelle quali può essere utile fermarsi a riflettere sul proprio rapporto con le tecnologie digitali e valutare la possibilità di chiedere un supporto professionale. Non è necessario attendere che si manifestino difficoltà gravi: anche la presenza di alcuni segnali di disagio può rappresentare un'occasione per approfondire la situazione e prevenire possibili conseguenze negative (Boniel-Nissim et al., 2024).

Uno dei primi aspetti da considerare riguarda l'impatto dell'attività online sul benessere quotidiano. Quando l'utilizzo di Internet, dei social network o dei videogiochi contribuisce a ridurre la qualità del sonno, rende difficile concentrarsi nello studio o nel lavoro oppure limita la partecipazione alle attività abituali, può essere utile confrontarsi con uno specialista. Un altro elemento importante riguarda la percezione soggettiva di controllo. Alcune persone riferiscono di trascorrere online più tempo di quanto desidererebbero, di rimandare frequentemente altre attività oppure di non riuscire a interrompere la connessione nonostante i tentativi di limitarla. In questi casi, una valutazione professionale può aiutare a comprendere meglio il significato e le caratteristiche del comportamento (Fineberg et al., 2025). Anche i conflitti ricorrenti con familiari, partner o amici legati all'utilizzo delle tecnologie meritano attenzione. Discussioni frequenti sul tempo trascorso online, incomprensioni riguardanti l'uso dei dispositivi o difficoltà nella gestione degli impegni quotidiani possono indicare la necessità di approfondire il rapporto con il digitale (Boniel-Nissim et al., 2024). Può inoltre essere utile chiedere aiuto quando le attività online tendono progressivamente a sostituire interessi precedentemente importanti, come lo sport, gli hobby, le attività ricreative o le relazioni sociali. Una riduzione significativa del coinvolgimento in esperienze diverse dalla dimensione digitale può infatti influire sul benessere e sulla qualità della vita (Fineberg et al., 2025).

Rivolgersi a un professionista non significa necessariamente essere in presenza di un comportamento a rischio. L'obiettivo della consulenza è comprendere il ruolo che l'attività digitale svolge nella vita della persona, valutarne la durata, le motivazioni e le eventuali conseguenze, individuando, quando necessario, strategie utili a favorire un uso più equilibrato e consapevole delle tecnologie (Fineberg et al., 2025).

Per saperne di più:

Fineberg, N. A., Dell'Osso, B., Albertella, L., Chamberlain, S. R., Demetrovics, Z., Fineberg, S. K., Grant, J. E., Ioannidis, K., Király, O., Pallanti, S., Potenza, M. N., Rumpf, H. J., Vismara, M., Yücel, M., & Zohar, J. (2025). Problematic internet use: A general perspective. In D. A. Christakis & L. Hale (Eds.), Handbook of children and screens. Springer. https://doi.org/10.1007/978-3-031-69362-5_25

Boniel-Nissim, M., Marino, C., Galeotti, T., Blinka, L., Ozoliņa, K., Craig, W., Lahti, H., Wong, S. L., Brown, J., Wilson, M., Inchley, J., & van den Eijnden, R. (2024). A focus on adolescent social media use and gaming in Europe, central Asia and Canada: Health Behaviour in School-aged Children international report from the 2021/2022 survey (Vol. 6). World Health Organization Regional Office for Europe. https://www.who.int/europe/publications/i/item/9789289061322