ESSERE SEMPRE CONNESSI NON SIGNIFICA NECESSARIAMENTE AVERE UN PROBLEMA
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Smartphone, social network, videogiochi e piattaforme di messaggistica fanno ormai parte della quotidianità di adolescenti e giovani adulti. Trascorrere molte ore online, tuttavia, non equivale automaticamente ad avere una dipendenza o un comportamento problematico. Gli esperti concordano infatti sul fatto che il semplice tempo trascorso sui dispositivi non sia sufficiente per valutare il benessere digitale di una persona (Nesi et al., 2022; World Health Organization Regional Office for Europe, 2025). Ciò che conta maggiormente è il modo in cui gli strumenti digitali vengono utilizzati e l'impatto che hanno sulla vita quotidiana.
L'età, le caratteristiche individuali, la famiglia, la scuola e il gruppo dei pari influenzano profondamente il rapporto con le tecnologie. Per questo motivo, gli esperti raccomandano di valutare il comportamento digitale all'interno del contesto di vita della persona, evitando di basarsi esclusivamente sul numero di ore trascorse online (World Health Organization Regional Office for Europe, 2024; Nesi et al., 2022). Periodi di maggiore connessione possono infatti essere legati a esigenze scolastiche, attività creative, interessi personali o al mantenimento delle relazioni sociali. In quest'ottica, è importante comprendere anche la funzione che l'attività digitale svolge nella vita dell'individuo: Internet e i social network possono rappresentare strumenti per comunicare, informarsi, apprendere, esprimere la propria identità e cercare supporto sociale, favorendo in alcuni casi il benessere e il senso di appartenenza (Nesi et al., 2022). Diventa invece motivo di attenzione quando l'ambiente digitale viene utilizzato prevalentemente per evitare problemi, gestire emozioni difficili o sottrarsi in modo persistente alle responsabilità quotidiane, assumendo una funzione disadattiva che può aumentare il rischio di sviluppare comportamenti problematici (Shannon et al., 2022; World Health Organization Regional Office for Europe, 2025).
Uso frequente e uso problematico non sono la stessa cosa. Un adolescente può essere costantemente connesso per studiare, mantenere relazioni sociali, partecipare ad attività sportive o seguire interessi culturali senza che questo comporti conseguenze negative (World Health Organization Regional Office for Europe, 2024). Al contrario, si può parlare di uso problematico quando il rapporto con le tecnologie perde flessibilità e inizia a compromettere il benessere e il funzionamento quotidiano della persona. Segnali di rischio possono includere l'incapacità di limitare o interrompere l'attività online, il disagio quando non si ha accesso ai dispositivi e la tendenza a trascurare interessi, impegni o relazioni significative a favore della connessione. La presenza di un problema emerge soprattutto quando l'utilizzo delle tecnologie interferisce con il sonno, il rendimento scolastico o lavorativo, le relazioni familiari e sociali, le attività ricreative e il benessere psicologico generale (American Academy of Pediatrics, 2025; Shannon et al., 2022). In questi casi, l'esperienza digitale smette di essere una risorsa e diventa una fonte di difficoltà che richiede attenzione e approfondimento.
In assenza di tali conseguenze, un'elevata frequenza di utilizzo non è necessariamente indice di patologia. L'obiettivo non dovrebbe essere eliminare la tecnologia dalla vita dei giovani, ma promuovere competenze di autoregolazione e un uso consapevole degli strumenti digitali (World Health Organization Regional Office for Europe, 2025; American Academy of Pediatrics, 2025).
Per saperne di più:
American Academy of Pediatrics. (2025). Problematic Media Use: Screening and Intervention Tools for Clinicians. https://www.aap.org/en/patient-care/media-and-children/center-of-excellence-on-social-media-and-youth-mental-health/problematic-media-use-screening-and-intervention-tools-for-clinicians/
World Health Organization Regional Office for Europe. (2024, 25 settembre). Teens, screens and mental health: New WHO report indicates need for healthier online habits among adolescents. https://www.who.int/europe/news/item/25-09-2024-teens--screens-and-mental-health
World Health Organization Regional Office for Europe. (2025). Addressing the digital determinants of youth mental health and well-being: Policy brief. Copenhagen: WHO Europe. https://www.who.int/europe/publications/i/item/WHO-EURO-2025-12187-51959-79685
Shannon, H., Bush, K., Villeneuve, P. J., Hellemans, K. G. C., & Guimond, S. (2022). Problematic Social Media Use in Adolescents and Young Adults: Systematic Review and Meta-analysis. JMIR Mental Health, 9(4), e33450. https://doi.org/10.2196/33450
Nesi, J., Telzer, E. H., & Prinstein, M. J. (Eds.). (2022). Handbook of Adolescent Digital Media Use and Mental Health. Cambridge University Press. https://doi.org/10.1017/9781108976237