MEDIA DIGITALI E SALUTE DEI PIÙ GIOVANI: LE RACCOMANDAZIONI DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI PEDIATRIA 

salute dei più giovani

Smartphone, tablet, videogiochi e social media fanno ormai parte della vita quotidiana di bambini e adolescenti. Le tecnologie digitali possono offrire opportunità di apprendimento, comunicazione e partecipazione, ma i loro effetti dipendono dal tipo di attività, dai contenuti, dal momento della giornata e dalla presenza di una mediazione adulta.

Una revisione della letteratura condotta dalla Commissione Dipendenze Digitali della Società Italiana di Pediatria ha esaminato gli studi pubblicati tra il 2018 e il 2025. Un uso digitale eccessivo, non regolato o scarsamente accompagnato dagli adulti è risultato associato a maggiore sedentarietà, alterazioni del sonno, affaticamento visivo, difficoltà di attenzione e peggiori indicatori di benessere psicologico. Si tratta prevalentemente di associazioni: ciò non significa che ogni utilizzo dei dispositivi produca necessariamente conseguenze negative.

La Commissione raccomanda di rinviare l’introduzione dello smartphone personale almeno fino ai 13 anni e di evitare prima di questa età un accesso autonomo e non supervisionato a Internet. Per i social media viene indicata un’età minima di 14 anni, suggerendo, quando possibile, un’introduzione ancora più tardiva e graduale. Viene inoltre consigliato di non utilizzare i dispositivi durante i pasti, in camera da letto e nell’ora che precede il sonno. Non conta soltanto il numero di ore trascorse davanti allo schermo. È importante osservare se l’uso interferisce con il sonno, lo studio, le relazioni, l’attività fisica e gli altri interessi. Lo studio Dipendenze comportamentali nella Generazione Z dell’ISS sottolinea il ruolo delle relazioni familiari, della comunicazione con i genitori e del contesto scolastico nel rapporto tra adolescenti e tecnologie digitali.

Genitori, insegnanti, pediatri e istituzioni possono accompagnare i più giovani attraverso regole chiare e condivise, dialogo sui contenuti, attenzione alla privacy e promozione di attività offline. L’obiettivo non è eliminare la tecnologia, ma favorire un utilizzo progressivamente autonomo, sicuro e compatibile con il benessere.

Per saperne di più:

Bozzola, E., Irrera, M., Barni, S., Caruso, C., Leccese, B., Franzese, E., Fioretti, L., Bernardelli, L., Scarpato, E., Cupertino, V., Mazzone, T., Russo, R., Benevento, A., Strappato, B., Cervellini, M., Ferrara, P., Agostiniani, R. (2026). Digital media exposure and pediatric health: the recommendations from the Italian Society of Pediatrics Digital Dependency Commission. Italian journal of pediatrics, 52(1), 30. https://doi.org/10.1186/s13052-026-02198-6  

Mortali C, Mastrobattista L, Palmi I, Solimini R, Pacifici R, Pichini S, Minutillo A. Dipendenze comportamentali nella Generazione Z: uno studio di prevalenza nella popolazione scolastica (11-17 anni) e focus sulle competenze genitoriali. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2023. Rapporti ISTISAN 23/25.