SHARENTING: CONDIVIDERE ONLINE LE IMMAGINI DEI FIGLI SENZA DIMENTICARE LA LORO PRIVACY
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Con il termine sharenting, nato dall’unione delle parole inglesi sharing e parenting, si indica la condivisione online, da parte dei genitori o di altri adulti di riferimento, di fotografie, video e informazioni riguardanti bambini e adolescenti.
Pubblicare un momento della vita familiare può nascere dal desiderio di conservare un ricordo, condividere un’esperienza con amici e parenti o confrontarsi con altri genitori. La pubblicazione contribuisce però a costruire l’identità digitale del bambino prima che possa decidere autonomamente quali aspetti della propria vita rendere pubblici, senza considerare i possibili rischi dello sharenting. Tra questi rientrano il furto d’identità, la diffusione di informazioni personali e la perdita di controllo sulle immagini pubblicate.
Una fotografia può infatti rivelare più informazioni di quanto sembri. Il volto, il nome, l’età, la scuola frequentata, i luoghi abitualmente visitati e le abitudini familiari possono essere ricavati direttamente dall’immagine, dal testo che la accompagna o dai dati di localizzazione. Una volta condiviso, il contenuto può essere copiato, modificato, archiviato o diffuso al di fuori del pubblico inizialmente previsto.
I possibili rischi comprendono l’uso improprio delle immagini, il furto d’identità, il cyberbullismo e la creazione di una reputazione online non scelta dal minore. Alcuni contenuti possono inoltre essere riutilizzati per finalità commerciali o illecite. Le impostazioni di privacy riducono la visibilità di un post, ma non garantiscono che fotografie e informazioni non possano essere salvate o inoltrate.
Le conseguenze a lungo termine dello sharenting non sono ancora completamente conosciute. La ricerca disponibile è composta soprattutto da studi osservazionali e indagini sulle pratiche e sulle percezioni dei genitori. Non è quindi possibile affermare che ogni condivisione produca necessariamente un danno. Le evidenze indicano però la necessità di considerare la privacy, l’autonomia e il diritto del bambino a partecipare alle decisioni che riguardano la propria immagine.
Uno studio pilota italiano pubblicato nel 2024 ha rilevato che molti genitori riconoscono i rischi dello sharenting, ma continuano comunque a condividere contenuti sui propri figli. Gli autori sottolineano la necessità di interventi educativi rivolti alle famiglie. I risultati devono essere interpretati con cautela, perché il campione utilizzato non era rappresentativo di tutte le famiglie italiane.
Prima di pubblicare è utile valutare se l’immagine possa mettere in imbarazzo il bambino nel presente o in futuro, se riveli informazioni sulla sua salute, sulla scuola o sulle sue abitudini e se potrebbe essere utilizzata fuori dal contesto originario. È opportuno evitare fotografie intime, immagini di nudità anche parziale e contenuti relativi a momenti di difficoltà, malattia o forte vulnerabilità.
Quando l’età e la capacità di comprensione lo consentono, bambini e adolescenti dovrebbero essere coinvolti nella decisione. Chiedere il loro parere e rispettare un eventuale rifiuto permette di riconoscere il diritto alla privacy e costituisce anche un’occasione di educazione al consenso e alla cittadinanza digitale.
Per condividere fotografie con familiari o persone vicine si possono utilizzare canali più circoscritti rispetto ai profili pubblici. Anche in questi casi, tuttavia, è importante ricordare che un contenuto digitale può essere salvato o inoltrato.
Parlare di sharenting non significa colpevolizzare i genitori o rinunciare alla condivisione dei momenti familiari. Significa riflettere prima di pubblicare e trovare un equilibrio tra il desiderio degli adulti di raccontare la propria esperienza e il diritto dei figli alla riservatezza, alla dignità e alla costruzione autonoma della propria identità digitale.
Per saperne di più
Ciancio GM, La Maida N, Di Trana A, Di Giorgi A, Minutillo A. Sharenting: i pericoli della condivisione online di contenuti sui bambini da parte dei genitori. Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità. 2023;36(12):3-5.2bdc00fb-8d27-492f-f4a3-2b9722d0cefa
Gatto A, Corsello A, Ferrara P. Sharenting: hidden pitfalls of a new increasing trend – suggestions on an appropriate use of social media. Italian Journal of Pediatrics. 2024;50:15. doi:10.1186/s13052-024-01584-2.
Ferrara P, Cammisa I, Zona M, et al. The awareness of sharenting in Italy: a pilot study. Italian Journal of Pediatrics. 2024;50:226. doi:10.1186/s13052-024-01797-5.
Garante per la protezione dei dati personali. Sharenting: suggerimenti ai genitori per limitare la diffusione online di contenuti che riguardano i propri figli. https://www.garanteprivacy.it/temi/minori/sharenting