SETTEMBRE SENZA STRESS: CINQUE CAMBIAMENTI PER INIZIARE

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Settembre segna per molti la ripresa della routine dopo la pausa estiva: tornano gli impegni di lavoro e di studio, cambiano i ritmi quotidiani e aumentano le attività da organizzare. Questo passaggio può essere vissuto come un nuovo inizio ma anche come un momento di maggiore pressione e stress. Prepararsi per tempo può aiutare ad affrontare il rientro in modo più graduale. Questo periodo può rappresentare un’opportunità per rivedere alcune abitudini quotidiane e promuovere gradualmente comportamenti più equilibrati e sostenibili, evitando cambiamenti eccessivamente impegnativi e favorendo una ripresa dei ritmi quotidiani più consapevole e compatibile con le proprie esigenze. Di seguito, cinque indicazioni utili per favorire una ripresa graduale dei ritmi quotidiani e sostenere il benessere psicofisico:

  • Ridurre gradualmente il tempo online

Tra le indicazioni per promuovere un uso più consapevole della tecnologia, l’Istituto Superiore di Sanità propone di ridurre il tempo trascorso sui dispositivi, anche attraverso un obiettivo concreto: “un’ora in meno al giorno sui dispositivi”. Ridurre il tempo di utilizzo, anche gradualmente, può contribuire a recuperare tempo e attenzione da dedicare alle relazioni, all’attività fisica, al riposo e ad altre attività significative. Per favorire questo cambiamento possono essere utili semplici accorgimenti, come disattivare le notifiche non necessarie, impostare limiti di utilizzo per le applicazioni maggiormente utilizzate e prevedere momenti della giornata liberi dai dispositivi, in particolare nelle ore che precedono il sonno. L’obiettivo non è rinunciare alla tecnologia, ma promuoverne un utilizzo più consapevole e compatibile con il benessere individuale.

  • Riprendere l'attività fisica

La ripresa dell’attività fisica rappresenta un importante strumento di promozione della salute. L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda agli adulti di praticare settimanalmente almeno 150-300 minuti di attività fisica aerobica di intensità moderata, oppure 75-150 minuti di attività di intensità vigorosa, o una combinazione equivalente delle due. Le raccomandazioni sottolineano inoltre che qualsiasi livello di attività fisica è preferibile alla sedentarietà e che incrementare progressivamente il movimento può apportare benefici alla salute. Le evidenze scientifiche disponibili confermano il rapporto tra attività fisica e salute mentale. Un recente studio ha evidenziato un’associazione tra livelli più elevati di attività fisica e una riduzione del rischio di depressione e di disturbi d’ansia. Gli effetti protettivi sono stati osservati anche per livelli di attività fisica di intensità bassa e moderata. Anche una recente pubblicazione ha analizzato i possibili meccanismi attraverso i quali l’attività fisica può influire sulla salute mentale, evidenziando il ruolo di diversi fattori, tra cui gli aspetti psicologici, comportamentali e sociali. La ripresa dell’attività fisica dovrebbe quindi essere graduale e sostenibile, tenendo conto delle condizioni individuali e privilegiando modalità di movimento che possano essere integrate nella vita quotidiana e mantenute nel tempo.

  • Organizzare il tempo

Una gestione organizzata degli impegni può favorire una maggiore consapevolezza delle proprie priorità e contribuire a una distribuzione più equilibrata delle attività quotidiane. Una recente revisione sistematica pubblicata nel 2026 ha esaminato gli interventi di gestione del tempo finalizzati al benessere in ambito lavorativo. I risultati suggeriscono possibili effetti positivi su alcune dimensioni del benessere, ma le evidenze disponibili sono ancora limitate e non omogenee. Gli autori sottolineano pertanto la necessità di ulteriori studi di qualità metodologica più elevata. È quindi utile adottare una pianificazione flessibile, che tenga conto delle priorità, dei tempi di recupero e delle esigenze individuali

  • Obiettivi realistici

Definire obiettivi sostenibili e adeguati alle proprie possibilità può favorire un approccio più equilibrato al cambiamento. È altrettanto importante mantenere la flessibilità necessaria per modificare un obiettivo quando le circostanze lo rendono difficilmente raggiungibile. Un recente studio ha evidenziato associazioni tra la capacità di adattare gli obiettivi alle difficoltà e diversi indicatori di benessere. In particolare, una maggiore flessibilità nel perseguimento degli obiettivi è risultata associata a minori livelli di depressione, ansia e affettività negativa. Gli autori sottolineano tuttavia che la qualità complessiva delle evidenze è da bassa a moderata. Per questo, può essere utile stabilire obiettivi concreti e progressivi, verificandone nel tempo la sostenibilità e modificandoli quando necessario.

  • Benessere psicologico

Il benessere psicologico costituisce una componente essenziale della salute e della qualità della vita. È influenzato da molteplici fattori individuali, relazionali, sociali e ambientali e può modificarsi nel corso della vita in relazione alle condizioni e alle esperienze della persona. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) riconosce la salute mentale come parte integrante della salute e del benessere e sottolinea l’importanza di un approccio di promozione e prevenzione che tenga conto delle condizioni nelle quali le persone vivono, lavorano e costruiscono le proprie relazioni. È inoltre importante prestare attenzione ad eventuali condizioni di disagio che persistono nel tempo o interferiscono con la vita quotidiana. In questi casi, rivolgersi alle persone di fiducia e, quando necessario, ai servizi sanitari o a professionisti qualificati può favorire l’accesso a un adeguato supporto.

Per saperne di più:

Istituto Superiore di Sanità. (2025, 29 dicembre). Dieci consigli degli esperti dell’ISS per un 2026 in salute. https://www.iss.it/-/dieci-consigli-degli-esperti-dell-iss-per-un-2026-in-salute

World Health Organization. (2024, 26 giugno). Physical activity. https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/physical-activity

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